Lunedì, 23 marzo.
💡 Punti chiave dell’episodio per i Dirigenti
- La Paura del “Cosa Diranno”: Il rumore digitale non è sempre l’opinione dei nostri studenti né del mercato. Spesso è semplicemente Rumore, che in nessun caso deve deviare la rotta strategica della nostra istituzione educativa.
- La Regola d’Oro: Il silenzio viene percepito come colpevolezza, ma la sovra-spiegazione come debolezza. La chiave è avere un protocollo di azione e una politica di comunicazione perfettamente definiti di fronte alle critiche pubblicate sui social network.
- Protocollo VES: Un metodo infallibile per rispondere agli utenti che ci criticano: Valida l’emozione dello studente, Esplica il beneficio superiore che otterrà e Sposta la conversazione dallo spazio pubblico, dai social network.
- La Finestra dei 60 Minuti: Rispondere in meno di un’ora riduce del 37% la probabilità che un reclamo si trasformi in una crisi mediatica.
- Il Paradosso del Fallimento del Servizio: Una critica ben gestita genera un legame emotivo più forte con lo studente rispetto a quello che si creerebbe se il problema non fosse mai esistito.
- Chi dà la risposta: L’autorità deve ricadere sul dipartimento di assistenza allo studente. Il CEO o il CMO non devono scendere nell’arena dei commenti per non elevare il tono istituzionale né dare un’importanza sproporzionata a un reclamo isolato.
- Forma e tono: La risposta deve essere istituzionale, empatica e, soprattutto, unica. È un errore gravissimo che i vostri team copino e incollino la stessa risposta standard a fronte di reclami diversi; questo non fa altro che disumanizzare l’istituzione.
- Tempo di risposta: Esiste un consenso chiaro: un reclamo sui social network deve essere gestito entro un massimo di 60 minuti. Gestire il conflitto in quella prima ora riduce la probabilità di una crisi mediatica del 37%. La rapidità nella risposta agisce come un firewall interrompendo la propagazione del sentimento negativo.
- Limite di interazioni: La raccomandazione è di dare un massimo di due o tre risposte per critica. Non dobbiamo entrare in thread infiniti di discussione con utenti anonimi poiché questo non farà altro che dare notorietà e forza alla critica iniziale.
- Protocollo per i Troll: Dovete avere una tabella di marcia specifica per gestire gli hater o Troll (provocatori professionisti) il cui unico scopo è l’usura e ottenere notorietà grazie all’anonimato che offre loro Internet.
- “V” di Validare l’emozione: Iniziate riconoscendo il sentimento dello studente. Frasi come “Comprendiamo che questo cambiamento genera dubbi” o “Capiamo il tuo disagio di fronte a questa situazione” disinnescano l’aggressività iniziale. Non si tratta di dar loro ragione, ma di empatizzare con il loro modo di sentire.
- “E” di Esporre il beneficio superiore: Qui introduciamo la narrativa strategica. “Questa misura mira a garantire l’eccellenza didattica a lungo termine” o “Stiamo selezionando le migliori aziende affinché i tuoi tirocini siano del massimo livello”. Ricordate perché è stata presa la decisione che ha originato il reclamo dello studente.
- “S” di Spostare la conversazione dallo spazio pubblico: Questo è senza dubbio il passo più importante. Una volta che la nostra istituzione educativa ha espresso la sua posizione ufficiale, bisogna spostare il conflitto dall’ambito pubblico, dai social network, all’ambito privato. Un messaggio del tipo “Scrivici in messaggio diretto per analizzare il tuo caso particolare” annulla la visibilità del conflitto. L’obiettivo non è vincere una discussione pubblica sulla bacheca di Instagram o Facebook; l’obiettivo è proteggere il brand della nostra istituzione.
- Evitare il confronto diretto: Non abbassatevi mai al livello del provocatore.
- Messaggi chiari e senza dispendio di energia: Non alimentate discussioni circolari. Più rispondete a un troll, più ossigeno gli date per continuare ad attaccare.
- La strategia dell’ignoranza: Se dopo una o due risposte l’utente insiste nella provocazione pubblica e si rifiuta di portare il reclamo al canale privato, la migliore opzione è ignorarlo. In questo modo, smettiamo di amplificare la sua portata.
Conclusione e riflessione per la settimana
Per concludere, vorrei che questa settimana rivedeste i vostri protocolli di crisi digitali alla luce di queste quattro domande chiave:- Autorità : Chi ha l’autorità reale per rispondere all’interno dell’organizzazione?
- Manuale di Stile: Esiste un documento chiaro sul linguaggio e il tono da utilizzare? Sono pronte le risposte per i reclami o i dubbi più frequenti?
- Tempo di Risposta: Qual è il tempo medio che impieghiamo a rispondere alle critiche sui social network? 30 minuti, 60 minuti, 24 ore, nessuno risponde…?
- Obiettività : Stiamo misurando il rumore con dati reali o con impressioni soggettive? Stiamo usando strumenti di Social Listening per prendere decisioni obiettive basate sui dati?